I pipistrelli di Nara

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I pipistrelli di Nara

Silvia Amodio, collaboratrice dell’Informatore di Unicoop Firenze, nel numero di gennaio 2011 della testata, raccontava della signora Nara Gimignani che nel 2005 aveva deciso di ristrutturare la sua casa colonica nei pressi di Vicchio, a una quarantina di chilometri da Firenze. Quel podere apparteneva alla sua famiglia dal ‘700 ed era giunto il momento di metterci le mani per renderlo nuovamente abitabile.

Appena entrata però ricevette un’accoglienza molto particolare: centinaia di pipistrelli appesi al soffitto che assolutamente indisturbati volavano per tutta la casa.

Interpellò immediatamente Paolo Agnelli, il chirotterologo del Museo di storia naturale di Firenze che rilevò che in una casa privata non si erano mai visti tanti pipistrelli, per di più di una specie rara, il Rinolofo minore (Rhinolophus hipposideros); addirittura «la più grande colonia riproduttiva conosciuta di questa specie in Toscana: un importante patrimonio faunistico».

Secondo Agnelli, il luogo era stato scelto per lo swarming autunnale, ovvero per l’accoppiamento e per lo scambio di informazioni tra adulti e giovani sulla localizzazione dei siti di svernamento. Si scoprì poi che durante la buona stagione la casa veniva usata anche per la riproduzione da circa 60 femmine, che lì partoriscono e svezzano i propri piccoli. Una ragione in più per non disturbarli.

Iniziò così un’annosa trattativa di Nara con il Comune di Vicchio, per poter avere l’autorizzazione a costruire (in un edificio storico, quindi sottoposto a vincoli ben precisi e restrittivi) una piccola torretta adiacente alla stanza abitata dai pipistrelli, dove poterli indirizzare per iniziare i lavori da svolgere d’inverno quando i pipistrelli sono in letargo altrove.

Finalmente, il 19 giugno scorso, è arrivata la delibera tanto sospirata e attesa da Nara: il Comune di Vicchio ha, fra l’altro, riconosciuto l’importanza naturalistica della colonia di Rinolofo minore, di “interesse comunitario”, specie protetta dallo Stato italiano. Inoltre, ha autorizzato la realizzazione nell’edificio di “un ampliamento con rialzamento del tetto al fine di determinare un habitat ideale per la sopravvivenza della colonia dei pipistrelli (…) descritti in premessa”.

La signora Nara è giustamente entusiasta per la positiva conclusione della sua “battaglia”. Paolo Agnelli conclude con la prudenza dello scienziato: «Non siamo sicuri al cento per cento che il piano funzioni, ma ci sono buone probabilità. Si tratta in ogni caso di uno studio utilissimo e di un brillante esempio di come anche i cittadini possano fare conservazione dell’ambiente».

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