Tavola rotonda e lettera al sindaco di Roma

insetticidi di sintesi

Tavola rotonda e lettera al sindaco di Roma

Lo scorso venerdì 7 marzo, presso la sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), ha avuto luogo una tavola rotonda su “Insetticidi: loro applicazione ed effetti in aree antropizzate”. Sono stati messi a disposizione di stampa e pubblico i dati sull’impatto (sulla salute umana e animale e sulla biodiversità) dei prodotti di sintesi (insetticidi) normalmente usati per liberarsi di insetti di vario tipo.

È stato realizzato uno studio interdisciplinare, Impatto sugli ecosistemi e sugli esseri viventi delle sostanze sintetiche utilizzate nella profilassi antizanzara, a cura di studiosi di varie università italiane; fra i promotori più attivi, segnaliamo il Museo di storia naturale di Firenze, sezione di zoologia La Specola.

L’immissione di questi prodotti in massicce quantità, in ambienti pubblici e privati, è responsabile di uno stato di contaminazione generalizzato del territorio sia nelle zone urbane, che in quelle agricole, che ha raggiunto un livello tale da determinare effetti negativi sugli ecosistemi e sulla salute umana.

Infatti studi attuali hanno evidenziato, sia negli animali che negli esseri umani, il cronico accumulo di sostanze nocive negli organismi viventi e nelle catene alimentari, le alterazioni della funzionalità genetica, le interferenze endocrine ecc. Nonostante ciò, tali fitofarmaci continuano ad essere consigliati e sparsi nell’ambiente.

È bene evidenziare che alcuni protocolli sono stati forniti all’Agenzia di protezione ambientale americana direttamente dalle stesse case produttrici dei suddetti prodotti. Gli insetticidi sintetici, compresi quelli più usati, (piretroidi), classificati dall’Organizzazione mondiale della sanità come “sostanze moderatamente pericolose” per l’uomo, hanno in realtà conseguenze anche molto gravi sulla salute umana. e animale (mammiferi). Alcuni studi recenti mostrano un’associazione fra piretroidi e cancro.

Il rischio maggiore lo corrono i bambini, sia prima della nascita (nel grembo materno), sia dopo. Vari studi hanno infatti dimostrato effetti nefasti su bambini e adolescenti, la cui crescita fisica e psichica viene compromessa dall’esposizione agli insetticidi. Pensare che il più delle volte si usano questi prodotti proprio con l’intenzione di proteggere la salute dei più piccoli.

L’Istituto superiore di sanità consiglia l’impiego di queste sostanze nel trattamento antizanzara, con particolare riferimento alla vegetazione arbustiva dove, nelle città, si annida buona parte della biodiversità residua. Eppure gli insetticidi sintetici, hanno conseguenze molto gravi su tutti i sistemi naturali, sia terrestri che acquatici, ormai a un livello tale da determinare il collasso di interi ecosistemi, soprattutto se già sottoposti a stress antropici.

Gravi le conseguenze anche sulle api (che impollinano circa l’80% delle piante). Se gli impollinatori dovessero scomparire, collasserebbero anche le stesse zone agricole, in cui dette sostanze chimiche vengono usate con grande ignoranza.

È grave che continuino a essere commercializzati prodotti di cui conosciamo la grande tossicità e pericolosità. È grave che fra Comunità scientifica e Istituzioni preposte alla protezione della società e dell’ambiente, manchi il confronto continuo. Perciò, i risultati degli sforzi di ricerca e di analisi, non sempre vengono tenuti nel debito conto e applicati da chi deve compiere scelte politiche.

Da varie ricerche nazionali e internazionali, è risultato che gli insetticidi, per il loro diffuso effetto tossico, hanno ridotto drasticamente le popolazioni dei predatori delle zanzare (pipistrelli, libellule, gechi, uccelli insettivori) e degli altri insetti, col paradossale risultato di una sempre maggiore presenza di zanzare e altri insetti fastidiosi.

Le zanzare, anche quella tigre, non rappresentano in Italia un pericolo mortale, mentre l’inquinamento da insetticidi nebulizzati o sparsi nell’ambiente, non ancora tenuto nella giusta considerazione, porta conseguenze a breve, medio e lungo termine nei confronti della salute umana e ambientale e dovrebbe essere evitato.

Concludendo, è stato sottolineato che le infestazioni di zanzare sono indizi di squilibri ecologici, a cui bisogna porre rimedio senza aggiungere ulteriori fattori di degrado ambientale.

Dal punto di vista della tutela ambientale si osserva che le infestazioni possono essere combattute con metodi ecologici e alternativi basati sulla corretta informazione e la collaborazione consapevole dei cittadini. Attraverso le opportune norme di comportamento, suggerite dagli scienziati, dovrà essere praticata innanzitutto la prevenzione, senza la quale sarà vanificato ogni proficuo risultato.

A tal fine, nella tavola rotonda sono stati presentati vari rimedi naturali, che ogni cittadino può adottare per contenere il numero di zanzare (www.infozanzare.info, alla pagina RIMEDI).

Per quanto riguarda l’esperienza collaudata e positiva dei trattamenti naturali nei condomini e nei comprensori, è possibile informarsi presso alfredo.lugli@gmail.com.

Per informazioni sull’applicazione, sia in ambito urbano che rurale, di tecniche ecocompatibili contro gli insetti, è disponibile l’agronomo-entomologo professor Giuseppe Altieri (agernova@libero.it).

È stata scritta una lettera al sindaco di Roma, Ignazio Marino, con delle critiche, scientificamente fondate, in merito all’ordinanza dell’aprile scorso sugli “Interventi di contrasto alla proliferazione della zanzara tigre”. Seguono numerose firme di autorevoli studiosi.

Dalla home-page del sito www.infozanzare.info è possibile scaricare la lettera al sindaco, un documento sui danni dei pesticidi in ambienti urbani e le interviste agli specialisti di diverse Università e Istituti di Ricerca italiani.

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